[ Formazione e AI Act ]
Dobbiamo formare le persone sull’AI. Cosa vuol dire in pratica?
L’AI Act chiede a chi usa sistemi di IA di assicurare che le persone sappiano cosa stanno usando. La formazione smette di essere facoltativa.
Il punto
L’AI Act ha spostato la formazione da buona pratica a requisito: chi mette sistemi di IA in mano alle persone deve assicurarsi che quelle persone sappiano cosa stanno usando, con quali limiti e con quali rischi.
In pratica vuol dire poco di teoria e molto di lavoro vostro: cosa si può caricare, come si legge una risposta, quando fidarsi e quando controllare. E una traccia di cosa è stato fatto, perché un obbligo che non si può dimostrare vale come non assolto.
Cosa comprende
- Percorsi per ruolo, sui documenti e sui casi dell’azienda
- Cosa si può mettere dentro un assistente e cosa no, con esempi presi dal vostro lavoro
- Come si legge una risposta: la fonte, il dubbio, quando serve controllare
- Cosa cambia per chi decide, che risponde di scelte prese con l’aiuto di un sistema
- Traccia di cosa è stato fatto, perché un obbligo va anche dimostrato
Come si lavora
- 01 Si guarda chi usa cosa Ruoli, strumenti già accesi, e dove l’IA sta già entrando senza che nessuno l’abbia decisa.
- 02 Si scrivono i percorsi Uno per ruolo, corti, sui casi dell’azienda invece che su esempi generici.
- 03 Si eroga, e resta la traccia In aula o da remoto, sui file veri. Alla fine sapete chi ha fatto cosa e quando, che serve a voi e serve il giorno in cui ve lo chiedono.
Dove lo abbiamo già fatto
Le competenze in campo
- Adozione
- Governance
[ Parliamone ]
Diteci cosa volete costruire.
Al team ci pensiamo noi. Non serve un capitolato: basta dirci cosa volete ottenere, che sia un processo da far girare da solo o una risposta che oggi qualcuno cerca a mano, e dentro quale ambiente lavorate.
Una call di trenta minuti. Se il progetto non è per noi, ve lo diciamo.